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COMIGNOLI

Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas.

Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia!

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IL MAESTRO DI VITA > IL MASSACRATORE ATLETICO

IL MASSACRATORE ATLETICO

 

La premessa nell’intervento di oggi è quasi d’obbligo ed è volta a ringraziare tutti i ragazzi più o meno giovani che hanno scritto al mio indirizzo di posta,a quali prometto di essere pian piano sempre più puntuale ed esauriente nelle mie risposte, che soprattutto vi saranno sempre, ed inoltre  devo ringraziare lo staff del sito che mi hanno messo a disposizione questo spazio.

Oggi voglio partire dalla e-mail di un signore che mi ha scritto che alla “tenera “ di 43 anni vorrebbe riprendere gli scarpini e tornare a giocare al calcio, chiedendomi il tipo di preparazione a lui più indicata. Come già gli ho scritto devo ribadire il fatto che non è vi è una preparazione standard da seguire, dipende da che tipo di vita si è condotta , il peso, la salute etc, dare dei consigli così “alla cieca”sarebbe pericolosissimo ,caro Ciro siamo in un’età in cui i “pericoli” sono sempre in agguato…

Per quello concerne la mia esperienza , più volte mi sono trovato a sospendere e a riprendere ad allenarmi , non per mia volontà spesso infatti è stata la vita ad impormelo; la volta più allucinante è stata nel 1987 quando dopo essere uscito di galera fui ingaggiato dal Cupezzo , i dirigenti infatti non si fidavano tanto delle mie doti “di gestione” e credendo che l’allenamento col gruppo non sarebbe stato abbastanza sufficiente per farmi riprendere la forma mi hanno affidato ad un preparatore che si occupava solo di me; Albert Von Breaser . Voi direte :<< caspita che malfidati!!>>, in effetti non avevano tutti i torti ,ero ingrassato moltissimo, segno che a  Pianosa si mangia molto bene !

Albert Von Breaser ,secondo loro era il meglio preparatore sulla piazza , in effetti aveva un curriculum da far spavento, ha iniziato la sua attività collaborando alla preparazione delle nazionali giovanili della Germania nazista e della R.D.T. successivamente, emigrato in Italia più che per le denuncie dei suoi atleti che per godersi la pensione,fu ingaggiato dalla società dato che ahimé era molto amico del presidente del Cupezzo.

I primi giorni sono stati durissimi, mi aveva costretto a mangiare solo riso in bianco, verdura cotta o cruda, a pranzo e a cena , a colazione carote crude e venti milligrammi di latte (presi col misurino). Poi dopo sette giorni vedendo che non calavo di peso , decise per un’ intervento drastico , una purga a base di prugne messicane che secondo lui << purificava il corpo e lo spirito>> , riso soltanto bollito, verdura soltanto cotta ed un lassativo la domenica, unico giorno in cui mi dava qualcosa di diverso, un cibo a (sua )scelta che poteva essere una patata bollita, una pannocchia e non ricordo cos’altro.

Ma non è tutto , mi teneva in un perenne ritiro, mi svegliava  tutte le mattina alle 4 e 45 e alle 5 già correvo per i boschi vicino al campo d’allenamento, correvo fino alle 7 e poi ancora allenamenti fino all’ora di pranzo; solo alle 14 avevo un’oretta libera in cui lui mi faceva sentire una cassetta che secondo lui avrebbe dovuto motivarmi, alle 15 cominciava l’allenamento con il resto della squadra e qui l’allenatore mi trattava da schifo perché correvo meno degli altri e non mi muovevo. La verità è che ero stanco morto ,dopo due settimane ero pelle e ossa, la notte poi non dormivo, aveva deciso di farmi dormire fuori al balcone su una stuoia, col freddo e l’umidità e quando finalmente riuscivo a appisolarmi un po’ sognavo lo stridente suono del suo fischietto che si ripercuoteva nella mia testa facendomi tremare. Una notte fui svegliato anche da una civetta posata sull’albero di fronte, gli tirai una ciabatta ma la schivai , tirai l’altra ma non si avvicinò neppure all’odiato pennuto; dopo poco spinto dai un raptus di fame assassina provai a prenderla ma non raggiunsi neppure il ramo e caddi miseramente dal balcone ,fortunatamente stavamo al primo piano e non mi feci nulla.

Alla terza settimana ero un fantasma , ero dimagrito 21 kg , avevo dolori ovunque, ero diventanto ipersensibile alla luce ,con un pallore da far spavento, e nella corsa mattutina erano più le volte che stavo per terra svenuto che quelle in cui mi trascinavo correndo, e  dentro di me covavo il recondito desidero di ucciderlo, magari strozzandolo col cordone del fischietto che mi metteva all’orecchio per farmi ridestare, dopotutto sarei tornato a casa, a Pianosa e a quella zuppa di pesce che mi sognavo la notte, ma in quel momento anche la civetta cruda con tutte le piume e penne mi  sarebbe andata bene!

Poi un giorno nella solita partitella con il resto della squadra successe una cosa allucinante, mi arrivò la palla a metà campo ,che persi quasi subito ,ma non me né accorsi e continuai a correre a occhi chiusi per tutto il resto del campo fin quando non diedi una capocciata fortissima al palo della porta del portiere avversario e caddi svenuto a terra. Mi risvegliai tre giorni dopo all’ospedale , con la testa riattaccata per miracolo ma con la notizia che il mio “aguzzino “era stato licenziato e con il miracolo del cibo , che anche se modesto mi sembrava una cuccagna ; si credo che quello che sia stato uno dei giorni più belli della mia vita.

Un saluto a tutti e a presto

Rashid Abbas

IL MAESTRO DI VITA