













|
Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas. Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia! |
|
IL MAESTRO DI VITA > PER I CAMPI DI PERIFERIA |
|
PER I CAMPI DI PERIFERIA
Prima dell’inizio di ogni stagione vi è un periodo di tempo in cui le squadre di club si dedicano all’acquisizione e alla vendita dei giocatori di calcio; ho sempre vissuto questa fase con un certa irritazione quando ero calciatore , anche quando ero io ad essere acquistato e rivenduto, non mi entusiasmava tanto la cosa poiché ,per ogni alienazione o prestito sapevo che dovevo cambiare compagni, allenatore , tifosi e città e ciò in fondo mi dispiaceva anche se poi magari andavo a finire in società più importanti. Adesso che sono allenatore di un piccolo club la cosa è diversa, i contatti per gli scambi dei giocatori cominciano prima, già verso aprile - maggio, sappiamo che dobbiamo vendere i giovani che abbiamo scoperto e che si sono fatti apprezzare e dobbiamo sostituirli con altri di belle speranze. Più che irritazione diventa una vera e propria angoscia, devi sperare di vendere a prezzi alti i tuoi perché così la società può iscriversi al campionato e devi riuscire con pochi spicci a prenderne di nuovi in giro per i campetti e nei paesi più sperduti del mondo. Il lavoro dell’allenatore in questo senso è più massacrante sei costretto a passare le notti in bianco a vedere colonne di videocassette (girate malissimo che fai più fatica a capire dove và la palla che a distinguere i calciatori) e a fare viaggi interminabili per i campetti più polverosi d’Italia. Un mio ex compagno una volta mi disse di fare un salto a visionare un ragazzino di una scuola calcio vicino Bergamo , era ancora piccolino ma secondo lui sarebbe diventato un eccellente terzino. Dato che non potevo farlo visionare da nessun altro un pomeriggio piovoso decisi di andarci personalmente. Presi la macchina di mia moglie e mi misi in viaggio, uscito dalla statale per raggiungere il campo dovetti cimentarmi in un vero e proprio rally per le strade fangose ,ad un certo punto la macchina s’impantanò in una buca, malgrado i tentativi per accelerare la gomma perdeva aderenza e non riuscivo a muovermi di un centimetro; così dovetti scendere e cercare di tirarla fuori in qualche modo. La fortuna volle che vicino vi era un cassonetto dell’immondizia , presi un cartone da lì dentro e lo misi sotto la ruota, in poco tempo riuscii a muovere la macchina. Purtroppo nell’andarmi ad abbottonare l’impermeabile grigio vidi che mi ero sporcato al camicia e la giacca di fango, mi misi un po’ ad imprecare, poi mi ricordai che nel porta bagagli vi era la borsa della palestra di mia moglie ,scesi a vedere se potevo prendere qualcosa. Purtroppo c’erano solo dei pantaloni sportivi ed un maglione con una scritta allucinante:<< I coniglietti rosa sono dolci e simpatici>>. Sinceramente l’idea di mettermelo mi faceva rabbrividire ma faceva un freddo cane ed il fango mi si stava gelando addosso e dopotutto ero quasi arrivato , dopo tanta strada e tante peripezie lo volevo proprio vedere “sto fenomeno”. Cercai di abbottonarmi bene l’impermeabile per non lasciar vedere la scritta ,ma un po’ si vedeva, entrai nello stadio e cercai di mettermi lontano dalla gente. Non si vide nessuno fino alla fine del primo tempo, poi venne un sacco di gente, ed anche i posti vicino al mio furono occupati. Malgrado tutto pensavo , né era valsa proprio la pena, il ragazzo era davvero bravo , mi entusiasmava davvero il suo modo di giocare, a testa alta , un eccellente controllo di palla, un bel cross ,ma soprattutto una corsa davvero notevole. Tanto è vero che spesso facevo dei commenti a voce alta ,annuendo ad un signore che si era messo vicino a me, del tipo :<< quel ragazzo ha veramente delle gambe possenti>>, << quello sì che ha una bella falcata>>, << nelle mischie ci sa fare>>, << non ho mai visto niente del genere per un ragazzo tanto giovane>>, ed infine << io quello me lo porto a Roma>>. Non so perché , forse a causa del maglione da donna , forse a causa delle mie frasi dal significato un pò equivocabile, forse a causa della mia voce che ormai per tutta quell ’umidità era divenuta un po’ più stridula, forse per l’impermeabile da maniaco o forse per il fatto che quello era il padre del ragazzo e non era un tipo che ci ragionava tanto sulle cose, ma quello evidentemente mi ha preso per un pedofilo ,o un invertito o fate un po’ voi, m’ha preso e m’ha gonfiato come una zampogna. Un pò per la paura che mi aveva immobilizzato, un po’ dovevo pensare a difendermi, non ebbi modo di dirgli chi ero. È anche vero che volendo forse gliel’avrei anche potuto spiegare a quello ,il problema consisteva che era duro parlare con i labbro spaccato e convincer tutti quegli altri che aveva chiamato a raccolta piombandomi addosso di fermarsi. So solo che da un certo punto in poi non ricordo più niente, mi sono svegliato all’ospedale,con la gamba sospesa per aria e mia moglie che mi stava vicino e mi teneva la mano. Però che strana sensazione vedere il mio nome sulle prime pagine della Gazzetta dello Sport , col titolo: << VIOLENTI RISSE FRA TIFOSI ANCHE NEI CAMPI DI PERIFERIA>> e appena sotto : << La Piaga Degli Scontri Si Allarga A Bergamo, Anche Un’ Insospettabile Allenatore Coinvolto>>. Non sò che né pensate voi ma vedere la mia foto col volto livido a pagina quattro m’ha fatto incazzare come mai niente prima, anche se l’ho comunque conservata e attaccata al mio armadietto, e quando la vedo mi carico come una pila, anche se da allora tengo fede al proverbio :<< Chi vuole vada ma chi non vuole mandi>>. Un saluto a tutti e a presto Rashid Abbas
|