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Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas. Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia! |
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IL MAESTRO DI VITA > IL RITIRO SUI MONTI |
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IL RITIRO SUI MONTI
Siamo a luglio e questo per i calciatori di tutti i campionati è il momento in cui le vacanze terminano e iniziano i viri ritiri precampionato per preparare la nuova stagione calcistica. Come calciatore ho avuto l’opportunità di viverne svariati , di solito al momento della partenza si è sempre entusiasti e propositivi e solo l’idea di tornare a giocare mette di buon umore, l’ebbrezza che dà il poter essere coinvolti in una nuova avventura ,di qualsiasi tipologia di stagione si tratti , basta a farti passare la noia e i snervanti esercizi che ti fanno fare tutto il santo giorno. In effetti le ripetute al mattino sotto al sole, e le lunghe maratone in fra i boschi di qualche località montana, quando sei giocatore un po’ lì soffri ma quando diventi allenatore né comprendi l’importanza. Non sempre però fra le cime regna la tranquillità e la concentrazione, molti anni fà quando giocavo nel Cupezzo, ho passato uno dei ritiri più allucinanti di tutta la mia carriera ; la società aveva deciso di portarci in una località vicino Sondrio , dovevamo stare in un albergo che aveva ben tre campi di allenamento ,una sauna e una palestra; tutto come succede di solito, non credevamo che ci fossero problemi ,ma ignoravamo il fatto che nessuno in società aveva visto il posto prima. Partimmo dal campo d’allenamento verso le 9:00 e con pulman arrivammo alla località alle 15:23 , la cittadina era di una desolazione impressionante , c’erano si e no cinque casette, un bar- ristorante piccolissimo con una saletta con la tv e con l’unico mezzo di comunicazione “il telefono a gettoni” , una piazzetta, un’edicola, ed un negozio di falegname, gli altri negozi, le baite , le casette e gli impianti e tutte le altre attività collegate con l’attività sciistica invernale erano chiusi ;era così deserto il posto che se vedevi due scoiattoli e un gufo gli chiedevi di giocare a poker. Arrivammo all’albergo la “stella dei monti” mezz’ora dopo, eravamo stanchi morti, ma rimanemmo molto colpiti quando vedemmo in che avanzato stato di decadenza era ridotta la piccola pensione, appena arrivati ci accolse un uomo, che ci diede le chiavi e ci fece entrare, era molto cortese ma si vedeva in maniera lampante che non vedeva l’ora di andarsene; la prima domanda che facemmo era dove fosse andato a finire tutto il personale, lui ci rispose che l’albergo aveva cambiato gestione e i nuovi gestori sarebbero presto entrati , per ora c’era solo i due cuochi e una donna delle pulizie che stava anche in portineria la notte, e che però sarebbe venuta il giorno seguente. In effetti una pulita quel posto l’avrebbe meritata ,le ragnatele coprivano le pareti, i ragni avevano imparato a scendere le scale ,i bacarozzi erano partiti per il campeggio ma in compenso nel bagno vicino alle scale c’era un sorcio grosso come un cinghiale stitico che aveva preso possesso del bagno. L’uomo prese l’acconto e se andò ; era duro francamente dividerci le camere e giocarsele a carte come facevamo sempre ,perché non c’è né era una meglio delle altre , comunque ci riuscimmo lo stesso. In questa personale sfida quelli che si aggiudicarono le camere al terzo piano furono i più fortunati , l’acqua, anche se fredda e marroncina nei bagni c’era, i letti c’erano ma delle lenzuola e dei cuscini non v’era traccia, quelli del secondo piano come me gli disse male , nella mia camera il materasso era stato conquistato da una guarnigione di formiche rosse ,che lo difendevano strenuamente, appena provai a sdraiami sul letto fui assalito ed umiliato della loro tenace difesa. Ci stavamo appena rilassando ,anche i vestiti fuori dalle valige nessuno aveva il coraggio di tirarli fuori, quando un urlo agghiacciante scosse le pareti, era il nostro team- manager , che aveva scoperto che in cucina non c’era nessuno e niente di commestibile almeno dal 1872. Il telefono non dava linea, non c’erano telefonini all’epoca e il pulman era ripartito ,e così fu organizzato un gruppo di noi che sarebbero dovuti andare in paese a chiamare la società per farci venire a prendere. Io fui uno dei quattro ad essere scelto, partimmo verso le 17:00 , non incontrammo nessuno lungo il viaggio , né una macchina ,né un carretto , né un gregge di pecore , eravamo solo noi , preoccupati perché non ricordavamo la strada e perché stava facendo buio , non potrò mai scordare l’ansia di quel momento. Arrivammo verso le 21:43 dopo esserci sbagliati strada almeno tre volte ed essere inciampati una moltitudine di volte, quando vedemmo il bar-ristorante–luogo di ritrovo facemmo un urlo tanto forte che riecheggiò per molto fra i monti. Chiamammo la sede , la casa del presidente, il campo d’allenamento e non c’era nessuno, e così telefonammo alle nostre famiglie , i nostri cari prometterono il giorno seguente di intercedere alla società per farci soccorrere. Dormimmo sdraiati sulle sedie del bar , a chiederci come avrebbero dormito i nostri compagni ,quando l’indomani mattina tornammo alla pensione eravamo degli eroi. Erano riusciti a trovare lenzuola e cuscini, si erano scaldati dando fuoco a qualche sedia e avevano mangiato qualche panino che si erano portati e non sò che altro, francamente per un po’ non ebbi tanto appetito, “noi eroi” avevamo speso tutto per i gettoni così per placare lo stomaco si siamo dovuti ingozzare di chocorì . Dovemmo ristare in quel luogo ancora un altro giorno in attesa che l’indomani mattina, arrivasse direttamente da Bologna un nuovo pulman che aveva viaggiato di notte per venirci a prendere. Il resto del ritiro, dato che i soldi erano stati spesi tutti per quello fra i monti, lo facemmo in un agriturismo fra le campagne padovane ,non era male, accudire le vacche e preparare caciocavalli fra una corsa e l’altra, sempre meglio che lottare con formiche e topi, anche se in un certo senso ci aiutò ,eravamo un bel collettivo e quell’anno riuscimmo a salvarci ,ma questa è tutta un’altra storia, che racconterò più in là se avrete la pazienza di ascoltarmi. Un saluto a tutti e a presto Rashid Abbas
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