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COMIGNOLI

Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas.

Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia!

CAPITOLI

IL MAESTRO DI VITA > IL PORTASFORTUNA III

IL PORTASFORTUNA (terza ed ultima parte)

 

Dopo quella fantastica vittoria il clima nella squadra era bellissimo, Paquete con un colpo solo era riuscito ad ottenere l’appoggio dei compagni ed un po’ di quella sicurezza dei propri mezzi che lo faceva stare più tranquillo ,al punto che in allenamento si permetteva il lusso di fare giochini di tacco da giocatore di classe. La domenica successiva però dovevo affrontare la squadra nostra diretta concorrente per la promozione , è vero che di solito nel calcio vale il proverbio “squadra che vince non si cambia” ma quella della domenica prima aveva vinto si ma con molta dose di fortuna (decisamente più del solito). Durante la settimana non mi pareva vero avere tutti i miei giocatori abili e pronti a giocare , quelli infortunati avevano recuperato subito e correvano come se nulla fosse successo, così il sabato diramai l’elenco dei convocati dal quale mancava Paquete. Il ragazzo mi venne vicino e con tono sommesso mi disse :<< lei mister si prende gli elogi ed anche le critiche, e giusto che faccia le scelte e se ne prenda la responsabilità…>> e sé ne andò via ,mogio mogio per l’uscita del campo. Le sue parole mi riecheggiarono nella testa per un po’, poi usciti tutti, andai nel mio spogliatoio , mi rivestii e presi la macchina per tornare a casa.

Avevo lasciato da un po’ il campo sportivo quando mi chiamò mia moglie sul cellulare dicendomi che sarebbe tornata tardi e che dovevo prepararmi la cena da solo. Poco male pensavo..almeno stavolta non mi avrebbe avvelenato con qualche pietanza cinese o cambogiana che le piacciono così tanto. Tornai a casa, andai in cucina misi sul fuoco la pentola con l’acqua per farmi un buon piatto di spaghetti e avviai il timer a 20 minuti del microonde per cucinare il secondo. Pensai di farmi un bel bagno prima di cena e così andai alla vasca aprii l’acqua e mi spogliai, avevo messo appena il piede a mollo quando suonò il telefono, mi scapicollai ma non riuscii ad arrivare in tempo, (forse era mia moglie che chiamava per controllarmi, dovesse pensare che sono andato a zonzo …) e così provai e chiamarla, ma niente il cellulare non prendeva. Andai in bagno , riuscii ad immergere tutta la gamba quando suonò il telefonino, corsi immediatamente alla giacca in camera da letto ,era mia moglie tutta arrabbiata perché l’avevo disturbata al cinema…rimasi un po’ perplesso poi chiusi il cellulare e andai di nuovo alla vasca. Stavolta riuscii almeno a stare un pò a mollo quando suona il telefono di casa, mi rialzai ,presi l’accappatoio e quasi uccidendomi sul parquet riuscii a rispondere, era mia madre che avvilita mi diceva che il gatto “Goffry”era morto , alla tenera età di 15 anni dopo aver raggiunto l’invidiabile peso 9 ½ kg , pare per essere caduto dal balcone ,pare perché lei è convinta che quella del piano di sotto l’abbia avvelenato. Non capii bene se è stato avvelenato dopo o prima del “volo plastico” mi affrettai a salutare subito la mammina e corsi di nuovo in bagno dove mi avvedevano le profumate bollicine del bagno schiuma …, riuscii ad insaponarmi anche la testa quando suona il campanello, mi risciacquai come ho potuto e corsi fuori , era il mio vicino di casa che era tornato dalla campagna e mi aveva portato una cesta di fichi, poco male pensai ,lo ringraziai e nel girarmi una volata di vento chiuse  il portone, non avevo la chiave e così rimasi fuori. Provai a forzare una finestra per entrare quando tutt’a un tratto….. kabum!! Era esplosa la cucina ,  l’acqua che bolliva ha fatto spegnere il fuoco ,il gas aveva riempito la stanza e quando si è aperto lo sportello del forno a microonde è stato come un bomba!! Rimasi fuori impietrito a prendermi una polmonite con l’acqua del bagno che piano piano allagava quello che rimaneva di casa e che scendeva lenta gli scalini quasi fosse una cascata di montagna.

Dopo due settimane mi rimisi, ed andai dai miei ragazzi, gli feci un discorso molto vago e lungo , sulle variabili inconsce del gioco del calcio , e sulla necessità di accettare il destino; non so quanto c’abbiano capito dato che neppure a me era tanto chiaro, sò solo che da allora Paquete gioca titolare, nessuno ha contestato la mia scelta, non lo tolgo neppure se gioca da schifo, in attesa di ristrutturare casa vivo in un campeggio, ma almeno la notte dormo sereno.

Vi ringrazio per aver condiviso con me questo “dramma” e vi do appuntamento in quell’angolo di cielo ove le stelle sornione luccicano e raccontano storie, per far brillare gli occhi e riscaldare il cuore di chi ha la pazienza di ascoltarle.

Un saluto a tutti e a presto

Rashid Abbas

 

 

IL MAESTRO DI VITA