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COMIGNOLI

Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas.

Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia!

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IL MAESTRO DI VITA > GLI HOBBY DEL LUNEDI’

GLI  HOBBIES DEL LUNEDI

 

Forse non tutti sanno che il giorno dopo una partita di campionato di solito non si lavora, perché i giocatori che hanno giocato devono riposarsi, quelli che non l’hanno fatto ,fanno solo qualche esercizio ,e quelli che si sono infortunati stanno a casa. Nelle giovanili si fa lo stesso , solo che nel mio caso, invece di andare al campo e magari fare un po’ di teoria tattica ,devo per forza stare a casa, visto che il campo della mia squadra il lunedì non è mai disponibile, o perché manca l’acqua, o perché fanno disinfestazione o perché c’è la strada interrotta per un albero caduto; insomma il lunedì devo trovare qualcosa da fare assolutamente se non voglio morire di noia a casa.

Questo hobbies pensavo d’averlo trovato la settimana scorsa, il mio presidente per anni ha tentato di coinvolgermi nelle sue battute di caccia, e proprio lo scorso lunedì ho ceduto al suo invito e sono andato con lui. Premetto che non sapevo e non sò niente di caccia e mai pensavo o avevo idea di cosa potesse trattarsi; so solo che non ero tornato a casa presto la sera prima, la partita era finita alle 21 e ci sono volute quasi due ore per tornare a casa da Campobasso, mi sono messo al letto verso mezzanotte e il mio “caro” presidente mi cominciò a suonare il campanello verso le quattro di mattina. C’è voluta tutta la mia pazienza per non mandarlo dove avrebbe meritato, mi sono alzato e vestito il più presto che potevo e sono partito con lui; era ancora scuro, un’umidità che fossilizzava le ossa, e le luci della città che pian piano si spengevano sembravano accompagnare il nostro viaggio.

Prendemmo l’autostrada e da lì una strada statale, l’aria diventava sempre più fine man mano che si ci dirigeva per le campagne, la natura pian piano cominciava a farla da padrona e le abitazioni diventavano sempre più rade quando intraprendemmo una strada che passava all’interno di una foresta; il parco nazionale d’Abruzzo era li vicino ma in quella zona si poteva cacciare, così arrivati ad uno spiazzo parcheggiammo e scendemmo per addentrarci all’interno della foresta.

C’è da dire che non ero attrezzatissimo per la caccia, di mio avevo portato solo una bussola, un binocolo, alcune garze e dei cerotti (non si sa mai!!), una borraccia (con passito mica acqua ,faceva un freddo pazzesco lassù!) ed un coltellino svizzero (tipo Mc gyver). Il mio compagno d’avventura era invece molto preparato ed aveva portato un fucile in più, del cognato, per farmi provare “l’ebbrezza dell’arma “.

Quando vidi quell ’arnese ho pensato che di arma c’aveva ben poco, era più simile ad un pezzo da museo, arrugginito sulla canna e con talmente tante scalfitture e graffi che sembrava essere stato usato da un orso più che per cacciarlo, le cartucce erano adottate e ne avevo solo due ,altre ne avrei avute solo intagliando quelle più lunghe col coltellino, cosa per cui ci  sarebbero volute ore. Il mio compagno di caccia aveva un’arma tipo, contraerea americana, appena uscita dalla fabbrica, un paio di stivali da caccia neri lucidi da far invidia , un fischio per richiami ed un cane da riporto pura razza di nome “Felix”.

Ci inoltrammo nella foresta facendoci largo fra le sterpaglie ed i rami secchi, poi d’improvviso mi fece un cenno e mi disse di accovacciarci perché aveva visto qualcosa, si inginocchiò puntò il fucile e sparò, poi mi guardò tutto soddisfatto e disse:<<questa è la prima tortora di oggi….sarà una grande giornata!>>, poi disse al cane di andarla a prendere. Intanto ricominciammo a camminare, sempre con lo sguardo per aria in attesa di nuove prede , dopo qualche minuto tornò dalla spedizione di ricerca il cane Felix , con un ramoscello,verde con foglie e pigne in bocca: il presidente si arrabbiò molto con la povera bestiola ,anche se forse questa era più perplessa che colpevole. Dopo qualche ora in cui non si è visto passar volare neanche una mosca, toccò a me scorgere qualcosa muoversi fra le cime degli alberi, cominciai a puntare il fucile e sempre con i consigli del mio compagno di caccia, caricai il monocolpo che avevo a disposizione e sparai; sinceramente non so neanche io cosa ho preso , il rinculo e stato talmente forte da sbattermi per terra, fra le risate dei presenti ,cane compreso. Girandoci però vedemmo una baita di montagna, non era tanto distante , sulla sua sommità si era posato il mio bersaglio, era un’occasione troppo ghiotta, il presidente puntò, ma questo d’improvviso con un batter d’ali si mosse e volò sull’archetto del pozzo ,qui venne ancora puntato , il presidente sparò ma non lo colpì dato che questo volò sulla catasta di legna, il proiettile così si inserì nella muretto del pozzo. La tortora, uno splendido esemplare femmina, per nulla turbata cominciò a sistemarsi il piumaggio , era un’occasione troppo irripetibile per una vendetta , il presidente mirò di nuovo e sparò ancora, ma stavolta sbagliò la mira ,il proiettile toccò un supporto in metallo che teneva insieme la catasta e dirottò il colpo poco più sopra, prendendo in pieno la parabola della baita, fra il nostro imbarazzo .Gli abitanti della baita, svegliati per il primo colpo , erano usciti e vedendo la parabola per terra distrutta cominciarono ad urlarci contro , insultandoci anche pesantemente . Noi cominciammo a fuggire , corremmo molto forte, il cane più di tutti , io stavo dietro ed il presidente con stivali , fucili ed altri suppellettili da caccia sahariana attardato subito dietro, raggiungemmo la macchina dopo circa mezz’ora ,ma fino a 10 minuti prima avevo ancora la percezione del nostro aguzzino che armato di forcone ,ci insultava dietro di noi. Tornammo a casa verso le 11:30, mi feci una doccia e mi buttai sul letto a guardare la tv, penso che questo sia l’hobbies più giusto per me!

Un saluto a tutti e a presto

Rashid Abbas

 

 

IL MAESTRO DI VITA