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COMIGNOLI

Ecco la sezione dedicata la sommo maestro di vita, allenatore e ex calciatore Rashid Mohammed Abbas.

Speriamo presto ci regalerà un altro campitolo della sua storia!

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IL MAESTRO DI VITA > EL LOCO

EL LOCO

 

Il compito di un allenatore ,al di là di mettere su un campo da calcio undici ragazzi, è anche quello di educarli alla vita e convivere nel gruppo in cui sono ; forse qualcuno penserà che il primo sia senz’altro la cosa più difficile ,ed anche io lo pensavo fino a qualche tempo fà, anche perché insegnare a degli adolescenti tattiche ,diagonali e fuorigioco è veramente difficile. Ma prima ancora non avevo avuto l’esperienza di un ragazzo particolarmente “vivace”. Mi sto riferendo ad un mio giocatore, di cui non posso far il nome ma che chiamerò col soprannome che un compagno gli ha dato “el loco” ovvero “il matto”.

Diciamo subito che “el loco” non è stata una mia scoperta, non perché non voglio assumermi la “paternità “ di aver scovato un giocatore del genere ma perché a dir la verità questo matto me lo hanno “appioppato” insieme ad altri giocatori che avevo visionato in una scuola calcio vicino Roma, me lo hanno fatto tesserare dicendomi ,che era un buon elemento ,un tipo vivace ma anche molto socievole . Ho pensato che tutto sommato mi sarebbe tornato utile un altro centrocampista intenditore e poi si presentava come un ragazzo di buona famiglia, senza problemi personali di alcun tipo e così lo fatto tesserare.

I primi allenamenti non mi hanno fatto intravedere quello che era il suo carattere, certo se la prendeva un po’ troppo per gli errori dei compagni, era molto energico nei contrasti ed inveiva un po’ troppo per i miei gusti ma apparte tutto ero convinto, e lo sono tuttora, che sia un buon elemento.

La prima manifestazione del carattere de “el loco” l’ho avuta i primi di settembre ,quando avevamo organizzato una partita amichevole con una squadra di eccellenza del Lazio, negli spogliatoi andai da lui e gli dissi che sarebbe entrato nella ripresa dato che nel primo tempo avrei voluto testare la squadra di titolari; “el loco” non la prese benissimo , prima mi inveì contro e poi andò vicino ad un compagno che avrebbe giocato e gli rifilò un calcio allo stinco. Si scatenò una rissa con alcuni giocatori che feci fatica a sedare  , poi nel tentativo di far tranquillizzare “el loco”,gli dissi che non approvavo il suo comportamento e che avrei preso delle decisioni su di lui , ma dato che ormai l’avevo messo nella lista dell’arbitro l’avrei fatto giocare ,dall’inizio però.

Ed iniziò così una delle partite più brevi della storia del calcio, non so di preciso quanto è durata la partita de “el loco” ,  so solo che ho sentito il fischio , ho visto qualche attimo la mia squadra schierata ,poi mi sono girato per posare la giacca e voltandomi ho notato questo che lemme lemme se né tornava negli spogliatoi. Io gli dissi :<< dove stai andando ,il campo è dall’altra parte>> e questo mi rispose che era stato espulso. Il mio vice mi disse che aveva fatto un fallo con tutte e due le gambe su quello che batteva il calcio d’inizio per la squadra avversaria, (che dopo poco è stato portato via con l’autoambulanza) e così mi rassegnai a giocare il resto della partita in 10, con l’allenatore della squadra avversaria avvelenato come una biscia, e con la brutta sensazione di aver per le mani una situazione spinosa. Verso il ventesimo (minuto più minuto meno) del primo tempo notai che avevo i piedi completamente immersi nell’acqua , ed anche la parte di campo vicino alla panchina era parecchio zuppo. Rimasi colpito della cosa e mi girai , notai che la porta dello spogliatoio era aperta e che l’acqua stava venendo da lì, mi avvicinai ed entrai . Quella che vidi era una scena apocalittica, la porta aveva due grossi buchi , come se fosse stata presa a calci, ed era rotto uno dei cardini superiori e come quella anche due altre porte dentro. Del nostro spogliatoio (quello della squadra di casa) c’era rimasto solo la targhetta fuori, l’altro della squadra avversaria neanche quella, le panche erano spaccate e divise in varie parti, ed i bagni (da cui veniva l’acqua) completamente devastati. La roba delle borse era sparsa ovunque e da più parti zampillava l’acqua, la caldaia era stata smurata e la condotta perdeva gas pericolosamente, dal corridoio riecheggiava l’urlo sovrumano dell’artefice di tutto questo ,“el loco” che stava “sistemando” anche il primo spogliatoio quello dell’arbitro. Non era jurassic park ma vi giuro la situazione lo ricordava molto.

Quando giunsi da lui si stava accanendo a percuotere un tramezzo con un pezzo di ferro ricavato da qualche tubatura, gli dissi di fermarsi, ma lui non mi volle ascoltare, provai a fermarlo ma ci guadagnai solo una botta sui denti. Intanto però l’aria era divenuta irrespirabile e così corsi fuori a chiamare i pompieri a bordo campo, gli dissi della conduttura del gas rotta, e cercai di mandare i due infermieri per calmare “el loco” negli spogliatoi , ma questi mi risposero stizziti, che la camicia di forza non l’avevano ma se volevo sarebbero andati allo zoo vicino a chiedere le siringa anestetiche delle bestie feroci.

La partita fu sospesa lì , la società fu multata di 20.000   e costretta a pagare un risarcimento alla squadra avversaria e all’arbitro (comprensivo di taxi per tornare a casa dato che l’automobile su cui era venuto aveva ben poco di “mobile”) , e dovette rifare tutti gli spogliatoi e i bagni entro pochi mesi (alla cui spesa anche io dovetti contribuire in modo rilevante) ; “el loco” tornò tranquillo solo dopo qualche ora , mi disse che era stato insultato dall’arbitro e che la colpa era anche mia e dei compagni che non credevamo in lui.

Non so se aveva ragione , rimarrò sempre col dubbio, ma prima fatemi finire di pagare i danni; sicuramente quest’esperienza mi ha fatto riflettere molto sul punto oltre il quale un allenatore può plasmare i giovani calciatori ed il punto in cui forse non può indirizzarli più, da quello in poi è meglio rivolgersi ad  un esorcista.

 

Rashid Abbas

IL MAESTRO DI VITA